Rapporto Istat: italiani sempre più poveri

L’Istat ha di recente pubblicato un rapporto sulle condizioni di vita e sul reddito delle famiglie italiane nel biennio 2023/2024.

I dati emersi sono sempre più allarmanti: nel 2024, il 23,1% della popolazione, per un totale di circa 13 milioni e 525 mila persone, è a rischio di povertà o esclusione sociale (nel 2023 era il 22,8%).

Che cos’è il rischio di povertà?

È un indicatore utilizzato per valutare la vulnerabilità economica e sociale della popolazione. Si riferisce alla condizione di chi vive in una famiglia con un reddito netto equivalente inferiore al 60% del reddito mediano nazionale. Include anche chi si trova in grave deprivazione materiale e sociale (cioè non può permettersi beni o servizi essenziali) o in una famiglia a bassa intensità di lavoro.

Questo rischio è maggiore nel Mezzogiorno (39,2%) e tra le famiglie numerose, i monogenitori e gli anziani soli.

Quanto ha inciso l’inflazione nell’impoverimento del Paese?

In maniera significativa. Nel 2023, il reddito medio delle famiglie italiane è infatti sì aumentato in termini nominali (+4,2%) ma è diminuito in termini reali (-1,6%) proprio a causa dell’inflazione (+5,9% la variazione media annua dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo).

Già nel 2022 si era registrata un’impennata dell’inflazione, all’8,1%, a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime. Nel 2024 si è stabilizzata. 

È stato stimato che nel 2023 le famiglie residenti in Italia abbiano percepito un reddito netto pari in media a 37.511 euro, circa 3.125 euro al mese

Le disuguaglianze economiche sono aumentate, con le famiglie più abbienti che guadagnano 5,5 volte rispetto alle più povere. Anche la percentuale di persone in famiglie a bassa intensità di lavoro è aumentata (9,2% contro l’8,9% del 2023).

Quali sono le conseguenze?

Il rischio di povertà può aumentare il sovraindebitamento, perché le famiglie con redditi bassi spesso ricorrono a prestiti per coprire spese essenziali, accumulando debiti difficili da sostenere. La mancanza di risorse adeguate può portare a ritardi nei pagamenti di mutui, affitti e bollette, aggravando la situazione finanziaria.

Inoltre, il sovraindebitamento può causare esclusione sociale, stress psicologico e limitare l’accesso a servizi fondamentali come istruzione e sanità.

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