Giovanni, imprenditore agricolo, aveva accumulato un passivo complessivo, originato da mutui agrari e debiti verso fornitori, che eccedeva la soglia di 250 mila euro. Uno dei creditori aveva quindi avviato un’azione esecutiva tramite pignoramento immobiliare sul fondo e i beni della sua attività.
L’intervento degli sportelli “Riparto” è stato strategico e si è articolato in due fasi:
Fase 1:
Il consulente ha supportato Giovanni nel deposito immediato dell’Istanza di conversione del pignoramento. Questa mossa tecnica ha sospeso la fase di vendita forzata dell’immobile, costringendo l’esecuzione a transitare su un piano di rateizzazione del credito.
Contestualmente, ha utilizzato come leva negoziale la possibilità di accedere a strumenti del Codice della Crisi (CCII), che avrebbero generato un blocco automatico delle esecuzioni e una potenziale liquidazione ridotta per il creditore.
Fase 2:
Lo sportello Riparto ha condotto le trattative a saldo e stralcio con il creditore, argomentando la convenienza della chiusura immediata rispetto ai rischi e ai tempi di una procedura esecutiva prolungata o di un concorso (CCII).
L’attività negoziale si è conclusa con un accordo transattivo per l’estinzione del debito mediante il versamento di 200 mila euro.
Questo risultato ha garantito un abbattimento del passivo di oltre il 20% e ha permesso di ottenere la rinuncia agli atti dell’esecuzione da parte del creditore.
Il giudice ha quindi pronunciato l’ordinanza di estinzione della procedura e la cancellazione del pignoramento, salvaguardando integralmente l’impresa agricola di Giovanni.







