Mutui e manipolazione dell’Euribor, in attesa della Corte di Giustizia

Chi ha pagato rate di mutui o finanziamenti a tasso variabile indicizzati all’Euribor tra il 29 settembre 2005 e il 30 maggio 2008 può chiedere la restituzione degli interessi?

Secondo un orientamento che si è creato nella giurisprudenza a seguito di una pronuncia del 2023 della Cassazione, gli interessi calcolati sull’Euribor manipolato da un cartello di banche (Barclays, Deutsche Bank, Société Général, RBS) accertato dalla Commissione Europea, possono essere nulli.

La nullità riguarderebbe mutui, leasing, derivati e altri finanziamenti, e può essere fatta valere da consumatori, imprese e professionisti (per approfondire clicca qui).

È però necessario attendere che si pronunci sulla questione la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE).

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con ordinanza n. 6943 del 15 marzo 2025, hanno infatti deciso di sospendere la decisione definitiva sulla validità delle clausole indicizzate all’Euribor, in attesa di un suo pronunciamento chiarificatore, in particolare per stabilire se la violazione dell’art. 101 TFUE (e dell’ex art. 2 della legge n. 287/90), accertata dalla Commissione Europea nel 2013 e nel 2016, produca effetti diretti “a valle”, ossia sui mutui e finanziamenti indicizzati all’Euribor.

L’evoluzione del caso ha visto approcci divergenti nella giurisprudenza italiana che in parte ha affermato che chi ha corrisposto interessi su un tasso Euribor dichiarato nullo da autorità antitrust ha diritto al rimborso, anche qualora l’istituto finanziario non avesse partecipato al cartello, e in parte ha lo ha escluso.

Per questo la stessa Cassazione aveva rimesso la questione alle proprie Sezioni Unite.

Che cosa possono fare ora i consumatori che possono trarre beneficio da un’eventuale pronuncia positiva?

Intanto possono interrompere la prescrizione, mandando un reclamo alla banca e chiedendo la restituzione degli interessi.

Solo in seguito a questa decisione le Sezioni Unite, dopo che si sarà espressa la CGUE, potranno sciogliere il nodo normativo e giurisprudenziale italiano.

Nel frattempo, rimangono aperti importanti interrogativi sulle possibilità concrete di rimborso e sulle strategie giudiziarie da adottare.