ABF: nuova guida e brochure per presentare un ricorso

Negli ultimi anni l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è diventato uno strumento sempre più utilizzato da chi ha un problema con la propria banca o con un intermediario finanziario.

Dal blocco di un pagamento allo storno di un’operazione non riconosciuta, fino alle contestazioni su mutui e prestiti: l’ABF permette di far valere i propri diritti senza dover affrontare i tempi e i costi di una causa civile.

Per rendere tutto ancora più semplice, l’ABF ha pubblicato una nuova brochure informativa, per spiegare il funzionamento del servizio con un linguaggio immediato, e una guida aggiornata dedicata all’utilizzo del Portale ABF, piattaforma per presentare ricorsi.

L’obiettivo è accompagnare passo dopo passo chiunque voglia presentare un ricorso, anche chi non ha familiarità con procedure digitali o normative bancarie.

Quando si può ricorrere all’ABF

Prima di avviare la procedura, è fondamentale verificare se la propria situazione rientra effettivamente tra quelle che l’ABF può esaminare.

L’Arbitro interviene per tutte le controversie che riguardano servizi bancari e finanziari: carte di credito, conti correnti, mutui, prestiti, pagamenti online, addebiti contestati e così via. Perché il ricorso sia ammissibile, però, bisogna aver compiuto un passaggio preliminare essenziale: presentare un reclamo scritto all’intermediario e attendere la risposta.

Se entro 30 giorni non si riceve alcun riscontro o la risposta non è soddisfacente, si può allora passare all’ABF.

Un altro requisito fondamentale riguarda i tempi: il ricorso deve essere inviato entro 12 mesi dalla risposta al reclamo (o dallo scadere dei 30 giorni se non arriva alcuna risposta).

Ci sono poi dei limiti precisi l’ABF non si occupa, ad esempio, di servizi di investimento o di questioni che non hanno nulla a che vedere con prodotti bancari o finanziari.

Cosa serve per presentare un ricorso

La nuova brochure insiste soprattutto su un concetto: per presentare un ricorso non serve un avvocato. Il cittadino può fare tutto da solo. Ma deve essere in grado di raccogliere e allegare la documentazione necessaria.

Servono innanzitutto:

  • il reclamo inviato all’intermediario e la sua risposta (se c’è);
  • tutti i documenti utili a ricostruire la vicenda: contratti, estratti conto, comunicazioni della banca, email, ricevute, screenshot.

Se si presenta il ricorso per conto di qualcun altro – ad esempio una società, un familiare, un cliente – è necessario dimostrare la propria rappresentanza con i documenti opportuni.

Come si presenta il ricorso: una procedura semplice

Negli anni l’ABF ha puntato molto sulla digitalizzazione. Oggi la via principale per presentare un ricorso è il Portale ABF, accessibile dal sito dell’Arbitro.

La procedura è intuitiva: si crea un account personale, si compila il modulo guidato e si caricano i documenti. La guida aggiornata illustra con immagini e istruzioni passo per passo come muoversi tra le varie sezioni del Portale, come allegare la documentazione e come controllare lo stato della pratica.

La modalità cartacea rimane, ma è ormai limitata a casi specifici (ad esempio, ricorsi contro più intermediari contemporaneamente o verso operatori esteri non presenti sul Portale).

Una volta inviato il ricorso, il sistema rilascia una ricevuta di presentazione: è la prova che la procedura è stata avviata correttamente.
Da quel momento sarà possibile seguire ogni sviluppo direttamente online: richieste di integrazione, controdeduzioni dell’intermediario, comunicazioni della Segreteria tecnica e, naturalmente, la decisione finale.

Cosa succede dopo l’invio

Quando il ricorso arriva all’ABF, la Segreteria tecnica verifica che tutto sia completo e conforme. Se manca qualcosa, viene richiesta un’integrazione entro un certo termine.

Successivamente, la banca o l’intermediario coinvolto deve presentare le proprie controdeduzioni. Il fascicolo viene quindi valutato dal Collegio competente, che emette una decisione motivata.

La decisione dell’ABF non è una sentenza: nella grande maggioranza dei casi viene rispettata dagli intermediari.

Se questo non accade, però, l’inadempimento può essere pubblicato sul sito dell’ABF e sulla home page dell’intermediario stesso per diversi mesi: un deterrente reputazionale molto efficace.

Per scaricare la Nuova Guida: clicca qui.