La “ripartenza” del Bar Sport

Mancava poco al fischio iniziale del derby della Mole, ma il cartello attaccato sulla serranda abbassata del Bar dello Sport parlava chiaro. “Scusatemi tutti, chiudo per debiti”, firmato Mario, il titolare.

Non solo gli avventori abituali, quasi un arredamento del bar, ma anche quelli che si vedevano di meno non se ne facevano una ragione. Come avrebbero fatto quella sera e tutta stagione, senza il mega televisore di Mario?

Perché solo al Bar dello Sport potevano partecipare alla gara di chi fosse più preparato su moduli, risultati e marcatori, giocatori riserve delle due squadre cittadine dagli anni ’50 in poi. Perché solo lì si potevano impunemente rimpiangere i bei tempi, quando non c’erano la “VAR” e la “ripartenza dal basso”, e i portieri erano scarsi con i piedi. E solo lì si poteva mangiare il famoso “Super Toast”: soppressata e formaggio misterioso tra due fette che dopo un lungo passaggio sulla piastra sfrigolante Mario condiva con una goccia di Tabasco e serviva al cliente in un piccolo cestino di vimini.

Così quella sera, si guardarono in faccia l’un l’altro. Uno di loro iniziò a fare su e giù con la testa e gli altri seguirono lo stesso movimento, simile a quello dei piccioni quando stanno ragionando. “Dobbiamo fare qualcosa per Mario” disse uno. “Proviamoci insieme” fece un altro, “dobbiamo salvare casa nostra, il Bar”.

Le idee furono le più disparate. Un anziano propose di organizzare una “colletta” e un giovane lo corresse dicendogli, sotto lo sguardo perplesso di tutti, che era un boomer, perché il termine era “crowdfunding”. Ci fu un altro che suggerì di contrattare con banche e fornitori, “come nel calcio mercato”. Ci fu poi un accesa discussione sul prezzo troppo basso del Super Toast che non era stato “aggiornato all’inflazione dagli anni ’80”.

Si mossero. Chiamarono Mario, lo costrinsero ad alzare la serranda. Dopo un noioso pareggio a reti bianche nel Derby, venne elaborato e deliberato il “Programma per la Ripartenza del Bar Sport”: colletta /crowdfunding; riorganizzazione dei conti; aggiornamento all’inflazione del Super Toast; serate danzanti con l’aiuto di un DJ già noto ai tempi dei Fratelli Righeira.

Ma soprattutto, tra le varie iniziative ci fu anche quella di consigliare a Mario di rivolgersi allo Sportello Riparto del Movimento Consumatori Torino e di portare all’avvocato la documentazione dei debiti, tra cui alcune cartelle esattoriali per il mancato pagamento della tassa rifiuti.

Mario prese appuntamento, portò tutto.

“Ci sono delle cartelle” gli disse il legale “che si possono contestare, perché relative a sanzioni che dovevano essere pagate da un ex socio. E si può chiedere una rateizzazione”. MC fece partire la contestazione, il Comune riconobbe il diritto a stornare le somme e accettò la rateizzazione: un risparmio di oltre mille seicento euro.

Il Bar dello Sport oggi è aperto, il mega televisore è sempre acceso e il Super Toast è sempre lo stesso, solo leggermente più caro.