La ludopatia, o gioco d’azzardo patologico, è un disturbo riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che colpisce sempre più persone.
In Italia il gioco d’azzardo coinvolge una quota significativa della popolazione: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa 18 milioni di adulti hanno giocato almeno una volta nell’ultimo anno, e oltre 1,5 milioni presentano un comportamento problematico. Tra gli adolescenti, come evidenziato dal Monitoraggio della pratica del gioco d’azzardo nella popolazione scolastica 2025 il fenomeno è ancora più allarmante: nel 2025 il 23,4% dei ragazzi tra 14 e 17 anni ha giocato d’azzardo, con quasi il 3,9% che mostra segnali di ludopatia, mentre nella fascia 11-13 anni i giocatori sono addirittura il 25%.
Sul piano economico, la raccolta complessiva del gioco d’azzardo ha raggiunto nel 2024 i 157 miliardi di euro, pari al 7,2% del PIL nazionale [Il libro nero del gioco d’azzardo. Nel 2024 in Italia ha fruttato 157 miliardi, pari al 7,2% del Pil – la Repubblica]
Questi numeri che confermano la portata sociale ed economica del problema.
Non si tratta di un semplice passatempo, ma di una vera e propria dipendenza, con conseguenze devastanti sulla vita personale, familiare e finanziaria.
Uno degli effetti più gravi è il sovraindebitamento: chi soffre di ludopatia tende a rincorrere le perdite, accendendo prestiti, svuotando conti correnti, arrivando persino a chiedere denaro a parenti, amici o finanziarie. Si crea così un circolo vizioso: il bisogno di giocare porta a nuovi debiti, e i debiti alimentano la disperazione che spinge a giocare ancora.
Le conseguenze del sovraindebitamento
- economiche: difficoltà a pagare mutui, affitti, bollette e spese quotidiane.
- legali: rischio di pignoramenti, segnalazioni in centrali rischi e impossibilità di accedere a nuovo credito.
- sociali: isolamento, perdita di fiducia da parte di familiari e amici, tensioni familiari.
- psicologiche: ansia, depressione e, nei casi più gravi, pensieri autolesivi.
Cosa fare per fermarsi e chiedere aiuto
Spezzare questa spirale non è semplice, ma è possibile con il giusto supporto. Alcuni passi pratici:
- Riconoscere il problema
Accettare di avere una dipendenza è il primo passo. Nascondere i debiti o minimizzare il gioco non fa che aggravare la situazione. - Chiedere supporto specialistico
- Rivolgersi ai Servizi per le Dipendenze (SerD) dell’ASL: sono gratuiti e offrono percorsi terapeutici personalizzati.
- Contattare numeri verdi nazionali come quello dell’Istituto Superiore di Sanità (800 558822), attivo tutti i giorni. [https://usciredalgioco.iss.it/it/telefono-verde/]
- Cercare associazioni di auto-aiuto come i Giocatori Anonimi, basate sul mutuo supporto.
- Proteggersi dagli stimoli al gioco
- Chiedere l’autoesclusione dai siti di gioco online autorizzati
- Limitare l’accesso a contanti e carte di credito, delegando magari a un familiare la gestione del denaro.
- Impostare blocchi tecnologici su smartphone e PC per impedire l’accesso a piattaforme di scommesse.
- Gestione dei debiti
- Fare un elenco completo e realistico di tutti i debiti.
- Non accendere nuovi prestiti “tampone” che rischiano solo di peggiorare la situazione.
- Ritrovare nuove abitudini
Sostituire il tempo prima dedicato al gioco con attività alternative: sport, volontariato, corsi di formazione, momenti con la famiglia. Ricostruire una quotidianità sana riduce la probabilità di ricaduta.
Per avere un aiuto per gestire situazioni di sovraindebitamento trova lo sportello Riparto più vicino a te oppure chiama la nostra Help line nazionale allo 06 94807041







