L’entrata in vigore della legge 49/2026 introduce una misura sperimentale per proteggere i nuclei con ISEE medio-basso esclusi dai bonus automatici, mentre il panorama energetico continua ad essere caratterizzato da una instabilità delle rotte di approvvigionamento e da un equilibrio precario che si riflette direttamente sui bilanci domestici.
La legge 10 aprile 2026, n. 49 (conversione del decreto bollette) introduce una novità significativa all’articolo 1 comma 2 per far fronte a quello che possiamo definire un moltiplicatore di vulnerabilità, accanto al contributo straordinario di 115 euro per i beneficiari del bonus sociale, viene prevista una politica di offerte volontarie da parte dei venditori di energia.
Questa misura è rivolta specificamente a una fascia grigia di consumatori e cioè a quei clienti domestici che non sono titolari di bonus sociale ma che presentano un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) annuale non superiore a 25.000 euro ai quali le aziende energetiche possono riconoscere volontariamente un contributo (fino a 60 euro) per gli anni 2026 e 2027 a copertura dei costi di acquisto dell’energia. Attraverso l’Arera verrà riconosciuto ai venditori che aderiscono al meccanismo un’attestazione ufficiale utilizzabile anche a fini commerciali come marchio di sostenibilità e d’impegno sociale.
Il rischio di sovraindebitamento non colpisce più solo le fasce indigenti, ma erode i risparmi di lavoratori dipendenti e piccoli professionisti i cui redditi sono rimasti al palo rispetto all’inflazione energetica. Per molte di queste famiglie, la voce energia incide ormai fino al 20% del reddito disponibile. Quando il costo della vita aumenta improvvisamente come in questa fase di incertezza politica e sociale, le famiglie sono costrette a operare delle scelte difficili innescando una spirale che spesso porta al ricorso a forme di credito rischiose come il buy now pay later o, nei casi più gravi, all’usura. Le misure proposte sono chiaramente insufficienti e temporanee e affinché non restino misure isolate è necessario che si inseriscano in un approccio multidimensionale che preveda:
- la trasparenza del contributo che deve essere riportato in fattura con una dicitura univoca definita da ARERA;
- il divieto di condizionalità al riconoscimento del contributo senza alcun vincolo all’acquisto di prodotti accessori o a peggioramenti contrattuali cioè di tutti quei servizi o beni ancillari al contratto;
- la prevenzione e cioè l’accesso e il relativo utilizzo di strumenti come i portali di ARERA per monitorare le abitudini di consumo e agire tempestivamente ai primi segnali di squilibrio finanziario.
In conclusione, la sfida per il 2026 non è solo ridurre il peso delle bollette, ma garantire un sistema energetico che sia un pilastro della cittadinanza, stella polare dell’impegno del Terzo settore per favorire il reinserimento delle fasce vulnerabili della società.







